domenica 8 febbraio 2009

Cotus il Mago.


Eccomi qui.
Sincero e spontaneo come una tetta al silicone, per parlarvi come promesso e senza pressione alcuna, del mio amico Cotus. Anzi, più che un amico, un fratello. Anzi più che un fratello, un foruncolo perenne sulle chiappe della mia esistenza. Il personaggio merita tutta la vostra attenzione, anche perché, non vogliano gli Dei che un giorno si pari sul vostro cammino, siete fottuti di sicuro. E questo post non vi sarà di nessun aiuto al fine di evitare l’interruzione della vostra pressoché inutile esistenza, ma almeno saprete qualche cosina in più del vostro carnefice. Ma andiamo da lui, Cotus. Il suo nome resta un mistero svelato solo a pochi, ma al solo pronunciarlo tremano in molti. In realtà, anche se può apparire strano, Cotus e Leon sono fratelli. A questo punto, anche persone del vostro calibro potrebbero notare che tutto sommato la somiglianza, anche minima, che ci si aspetta tra fratelli, sembrerebbe non esserci. E magari, se siete tipi spiritosi e gioviali starete pensando “Mater semper certa est, pater nunquam...”. Bravi. Ma non vi fate sentire se volete arrivare a domani. Si perché Cotus, ha seguito in parte la stessa strada di Leon: ragazzo esuberante, quanto meno, e poco socievole. Ha sempre dimostrato un certo interesse per tutto ciò che ruota intorno al mondo della magia. Specialmente quella Oscura. E se vi trovate con un bimbo che a soli 5 anni evoca demoni mannari durante una festa di paese, che cosa fate? Lo portate a Virgol? (... quanto ci sarebbe da dire su questo personaggio. Ma qui è di Cotus che stiamo parlando…) Dicevamo, cosa fare con uno che usa incantesimi proibiti evocando malvagie e arcaiche creature alate per farsi portare a casa da scuola? Lo date in pasto ad un mago di dubbie capacità, rinnegato dall’Ordine per le troppe volte che ha strizzato l’occhio alla Magia Nera. Praticamente è come se aveste prurito alla schiena e chiamaste un Trollo di foresta per farvi dare una grattatina con la sua clava: sarebbe la vostra fine. Dice di essere cambiato Virgol, ma c’è da credergli? Sta di fatto che Cotus è cresciuto, ha imparato (anche troppo) e al momento è una mina vagante, che si aggira per il continente. Se solo sapeste cosa ha rubato al suo Maestro prima di partire, e se sapeste che cosa è contenuto in quell’oggetto, probabilmente tentereste il suicidio all’istante. Si perché, piuttosto che subire un anatema del Libro Nero lanciato da Cotus (e quindi, quasi sicuramente, errato…) un macigno legato alla caviglia con annesso tuffo nell’oceano, mi sembra un’alternativa più che ragionevole. Cotus ha gli stessi vizi di Leon: donne e birra, per cui evitate di mettervi tra lui e una bella donna o ancora peggio una buona birra. A questo punto, un ultimo suggerimento: se, saggiamente, alla fine di questo post pensate di non farcela, siete attraversati come è giusto che sia, da uno strafottuto brivido di paura, e optate per il macigno alla caviglia, avete tutto il mio sostegno. Ma mi raccomando, se il macigno che troverete ha una forma incredibilmente umana e parla, non vi spaventate: o siete davanti al Golem (che rappresenterebbe una scorciatoia per il vostro fine), o qualcuno meno fortunato di voi ha già incontrato (e fatto incazzare) Cotus.
Continuate a dormire agitati, ci sono tutti i motivi per farlo.
A presto
Leon

2 commenti:

emo ha detto...

bravissimi. punto.

Leon ha detto...

grazie uomo. punto.