
Ebbene si, siamo tornati.
Tutti.
Vivi.
Questa, che potrebbe sembrare una considerazione banale e scontata, in realtà non lo è affatto.
Mantova si è rivelata una bella città, una di quelle a misura. A misura, si, se sei un sasso, o un ricchione. Per carità, nulla da ridire con i sassi e tanto meno con i ricchioni. Io ho un sacco di amici che sembrano serci (sassi in dialetto), per non parlare degli amici ricchioni. Eh, Gaston? Diglielo che siamo amici e quanto ti rispetto.
Il punto però è un altro. A Mantova ci siamo divertiti, e anche parecchio aggiungerei. Abbiamo conosciuto un sacco di gente, famosa e non, che dimenticheremo difficilmente. Un po’ per le loro facce da cazzo, e un po’ per la loro simpatia e disponibilità.
Non faccio nomi perché sarebbe riduttivo e sicuramente mi scorderei qualcuno, facendo la solita figura di Gaston, ma vorrei ringraziare tutti coloro che erano alla fiera, e poi al pub e poi la domenica giravano come morti viventi col fiato di guinness alle 10 di mattina.
Saluto anche quel simpatico ragazzo che andava a whisky e faceva quel meraviglioso giochino con la giacca. Un vero fico della madonna. Uno che sapeva di maschio a chilometri di distanza, nonché famoso ballerino Bollywoodiano.
Vabbè, non resisto: felici di aver conosciuto o rivisto in ordine sparso Taccolini, Gianfelice, Recchioni, Mattina, Burchielli, Giorgilli, Longobardi, Micelli, Malara, Vitti, Paoloni, Freddi, Trono + 1, Camuncoli, Gianfelice, Bartoli, il cosplayer di Doraemon, Ponticelli, Degliesposti, Canella, Brighel + 1, editor vari, Massacci, Gandalf il grigio, Pellegrini, e tutto il resto di quelli che non abbiamo nominato e ci odieranno per sempre.
Grazie a tutti e alla prossima.
Ovviamente grazie a Stefano "troppo etero Michele" Caselli. Lui sa perchè, il porco.
Cotus & Leon
PS: per C. D’Avena o chiunque la conosce. Hai dimenticato uno strapon con la capocchia a Grande Puffo sul comodino di Gaston. Se ci dai l’indirizzo lo si fa bollire e te lo rimandiamo.
Tutti.
Vivi.
Questa, che potrebbe sembrare una considerazione banale e scontata, in realtà non lo è affatto.
Mantova si è rivelata una bella città, una di quelle a misura. A misura, si, se sei un sasso, o un ricchione. Per carità, nulla da ridire con i sassi e tanto meno con i ricchioni. Io ho un sacco di amici che sembrano serci (sassi in dialetto), per non parlare degli amici ricchioni. Eh, Gaston? Diglielo che siamo amici e quanto ti rispetto.
Il punto però è un altro. A Mantova ci siamo divertiti, e anche parecchio aggiungerei. Abbiamo conosciuto un sacco di gente, famosa e non, che dimenticheremo difficilmente. Un po’ per le loro facce da cazzo, e un po’ per la loro simpatia e disponibilità.
Non faccio nomi perché sarebbe riduttivo e sicuramente mi scorderei qualcuno, facendo la solita figura di Gaston, ma vorrei ringraziare tutti coloro che erano alla fiera, e poi al pub e poi la domenica giravano come morti viventi col fiato di guinness alle 10 di mattina.
Saluto anche quel simpatico ragazzo che andava a whisky e faceva quel meraviglioso giochino con la giacca. Un vero fico della madonna. Uno che sapeva di maschio a chilometri di distanza, nonché famoso ballerino Bollywoodiano.
Vabbè, non resisto: felici di aver conosciuto o rivisto in ordine sparso Taccolini, Gianfelice, Recchioni, Mattina, Burchielli, Giorgilli, Longobardi, Micelli, Malara, Vitti, Paoloni, Freddi, Trono + 1, Camuncoli, Gianfelice, Bartoli, il cosplayer di Doraemon, Ponticelli, Degliesposti, Canella, Brighel + 1, editor vari, Massacci, Gandalf il grigio, Pellegrini, e tutto il resto di quelli che non abbiamo nominato e ci odieranno per sempre.
Grazie a tutti e alla prossima.
Ovviamente grazie a Stefano "troppo etero Michele" Caselli. Lui sa perchè, il porco.
Cotus & Leon
PS: per C. D’Avena o chiunque la conosce. Hai dimenticato uno strapon con la capocchia a Grande Puffo sul comodino di Gaston. Se ci dai l’indirizzo lo si fa bollire e te lo rimandiamo.




